Lo straniero, grato, sale in cattedra

L’immagine del raduno, presentata da Isaia, richiama la figura del samaritano grato, che emerge dal Vangelo. Una moltitudine, un gran numero di persone: tutte convocate, per un medesimo fine. Nonostante ciò, Dio sembra sempre insoddisfatto. Trova, di volta in volta, di tempo in tempo, il modo di far emergere la necessità di allargare la tenda, di spostare un po’ più in là i pioli che la sorreggono, per far entrare qualcuno in più, che abbia buona volontà e desiderio sincero di ascolto.
Le ferite della gratitudine

“Pace a voi” prima e dopo Tommaso. Palme rivolte al discepolo, ferite esposte agli sguardi. Dalle ferite, passa l’amore. Dalle ferite, la redenzione. La resurrezione non cancella le ferite, le glorifica.
Grata felicità

Per ogni fatica che ci scoraggia, dovremmo sempre ricordare, con gratitudine, come ci desidera Dio…cioè: felici.
Tra le macerie, il sorriso di Aala

Le persone non sono numeri. Sono tutti i loro legami, le relazioni: ce lo ricorda il sorriso di una bambina, estratta viva dalle macerie. Due sorelline, impaurite, spaventate, raggomitolate sotto le macerie, prima che i soccorritori potessero estrarle. A Idlib, in Siria, in uno dei tanti luoghi raggiunti dalla furia del terremoto.