La sua era una vita ai margini: dell’interesse, della celebrità, della città. Era di Nazareth, paese del quale nessuna carta geografica dell’epoca segnalava la presenza. La sua regione era la Galilea, regione di confine con Siria e Fenicia, facente capo alla Palestina: provincia ai margini dell’Impero di Roma. Qualora le consultassero, esistenze così verrebbero consultate come note a piè pagina, come appunti annotati a bordo pagina. “Fà nulla – pensava Maria, all’anagrafe poco più che quattordicenne -: dai margini si vedono tantissime cose che quando sei al centro non riesci a vedere”. Doppiamente marginale, tra l’altro: ai già citati margini, si aggiunga l’essere donna in un mondo succube dei maschi, la giovane età in una terra governata dall’adulto, l’essere incinta circondata dai pettegolezzi della gente di “messa prima”. Nulla di tutto ciò, però, fu per lei cagione di cambiare residenza: «Amo la periferia più della città – scrisse Carlo Cassola -. Amo tutte le cose che stanno ai margini». Parole che Maria, di Nazareth appunto, convalida: “L’amore, caro diario, si nutrirà di silenzi, marginalità, vite separate, vite sacre”. Quando, un giorno a scuola, le fu chiesto di scrivere quale fosse il suo animale preferito, Maria ammise la sua predilezione per il mulo: “Adoro camminare come il mulo al margine della strada, all’estrema destra o all’estrema sinistra. Al centro m’imbarazzo assai”. Mica sapeva, o forse l’aveva fiutato pregando, di condividere con Dio la passione per i margini: “Nei margini dell’uomo ci sta il mio margine di manovra” pensava Dio. Prima immaginò la scena, poi fece sì che accadesse: «L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, ad una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria». Quando si dice: avere le idee chiare.

Così è nata la storia cristiana: «Ai bordi di periferia / dove i tram non vanno avanti più / dove l’aria è popolare / è più facile sognare / che guardare in faccia la realta» (E. Ramazzotti). Circa la realtà, però, Maria segnalava un’anomalia in confronto alle amiche: era una che sognava ad occhi aperti, per lei la sua realtà batteva la fantasia a tavolino. Quando tutti erano intenti a ragionare sull’essere o il non-essere – “Questo è il problema!” dicevano – per lei il vero problema era tra l’essere e l’essere di più: cercava di aumentare la consistenza della sua esistenza. Mantenendo la schiena dritta: «Com’è possibile? Non conosco uomo?» rinfacciò, con una delicatezza tutta sua, all’arcangelo un po’ troppo frettoloso di chiudere una commessa impegnativa come nessun’altra. Chiese il perchè, perchè era giusto così: non si sacrifica il pudore per correre dietro alla prima cosa che distrae. Dio, onesto, mise sul tavolo tutte le carte: «Lo Spirito Santo scenderà su di te (…) Nulla è impossibile a Dio». Riconobbe, Maria, che anche Dio, scegliendo di prendere la residenza ai margini, vedeva qualcos’altro, vedeva oltre ciò che vedeva lei. Per questo, solo per questo, fece come disse Lui: «Eccomi (…) Avvenga quello che hai detto» (cfr Lc 1,26-38). Scappare solamente per il gusto di scappare, correndo il rischio di andare ad abbracciare la propria rovina: “Anche no!” ragionò. Ragionò da Dio: con Dio.

Luogo di nascita del cristianesimo non è Betlemme, manco Gerusalemme: il cristianesimo nasce nei sobborghi di Nazareth, ai margini della popolarità, non nella capitale ma nella frazione più recondita. Quando, diventato grande e bello – «Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo, sulle tue labbra è diffusa la grazia» (Sal 45,3) – Cristo s’arrogherà il diritto di annunciare al mondo che l’innamorato è un marginale, c’è da credere che tale annuncio – più una certezza che una convinzione -, gli scorresse nelle vene per parte di madre. Lo giurano ancora oggi le mamme che quei nove mesi nel grembo costruiscono la grande differenza di rapporto, per chi nascerà, tra la madre e il padre. Potendolo fare, il Cristo scelse di mettere radici ai margini del mondo: l’aria inquietante, i disadattati, i senza voce gli stavano già a cuore. Che anche sua Madre fosse tra quelli, lo aiuterà a non cambiare mai residenza: nemmeno quando le ragioni fiscali di Satana prometterebbero grossi risparmi.

(da Il Sussidiario, 25 marzo 2025)

(nella foto: Riccardo Paracchini, Annunciazione, Tempera acrilica su tela, 2000, collezione privata)

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei (Vangelo di Luca 1,26-38).

Editoriali della Quaresima 2025

Mercoledì delle Ceneri, La Quaresima dei soldati stanchi, 5 marzo 2025
I Domenica di Quaresima, Satanasso, 8 marzo 2025
II Domenica di Quaresima, Divieto di campeggio, 15 marzo 2022
III Domenica di Quaresima, Pronti pazienza via, 22 marzo 2025

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